Travolti dall’amore” è il corso inedito di esercizi spirituali tenuto da Carlo Maria Martini sul cammino dell’apostolo Paolo verso Gerusalemme. Perché il viaggio di Paolo è immagine del viaggio di tutti noi, chiamati a lasciarci travolgere da un amore che è totale e solo può dare compimento al nostro essere più profondo.

Di seguito uno stralcio della prefazione di Carlo Casalone S.J.Presidente della Fondazione Carlo Maria Martini

La ricchissima competenza biblica di Martini, la sua profonda consuetudine con la spiritualità ignaziana, la sua intensa esperienza di preghiera potrebbero risultare ingombranti. Al contrario, egli le mette con discrezione ed efficacia al servizio di coloro che accompagna. Come nota il cardinale Ravasi, questo è peraltro un tratto costante. L’arcivescovo di Milano non si è mai posto come magister, termine in cui si trova l’avverbio magis, che indica una condizione di superiorità che si rinviene in un altro significato della stessa parola, cioè “padrone”.

Egli, invece, pur avendo a disposizione un’indubbia attrezzatura esegetica […], si pone nell’attitudine del minister, parola che evidentemente è generata dall’aggettivo minus: essa spinge la persona a essere “meno”, cioè a servire gli altri, offrendo quanto si conosce e possiede a colui che chiede aiuto. Del resto questo è un atteggiamento indispensabile perché la preghiera possa davvero decollare. Occorre trovare modi adeguati per accedere a quel clima di silenziosa consapevolezza e di vigilante raccoglimento in cui la preghiera può librarsi: uscire da sé, lasciando perdere le proprie preoccupazioni, per riconoscere l’iniziativa dello Spirito che invoca in noi. Non possiamo, infine, tralasciare una menzione della città di Gerusalemme. Essa riveste un’importanza del tutto speciale non solo nelle pagine del presente volume, ma anche nella traiettoria biografica di Martini. Dal 2002, anno in cui aveva terminato il proprio ministero come arcivescovo di Milano, trascorreva lunghi periodi di “ritiro” nella città santa, dando compimento a un suo profondo desiderio. Già nel discorso di ingresso nella diocesi ambrosiana (10 febbraio 1980), egli aveva ricordato la valenza storica e simbolica di Gerusalemme, come luogo di unità definitiva tra tutti i popoli.

Le proposte di preghiera di queste meditazioni ci aiutano a cogliere anche possibili risonanze autobiografiche, che illuminano il senso delle sue prolungate permanenze nella città santa. Sono tre, infatti, le città che egli considera particolarmente significative e care, in quanto ognuna a proprio modo è strumento di unione universale tra gli esseri umani: Roma, Milano e Gerusalemme. Ma è a quest’ultima che anche lui, sulle tracce di Paolo, volgeva il proprio sguardo come punto di incontro tra terra e cielo e di progressiva realizzazione dell’universale cittadinanza in cui si rivela la gloria di Dio e si compie l’opera del suo Cristo. È il luogo verso cui le intense meditazioni di questo volume ci aiutano a orientare lo sguardo e a dirigere i nostri passi.