Luciano Migliavacca fu sacerdote, compositore, musicista e appassionato educatore, per molti anni direttore della Cappella musicale del Duomo di Milano. Una figura poliedrica, come emerge da questa raccolta di testimonianze, aneddoti e riflessioni di chi l’ha incontrato o ha condiviso con lui passioni e responsabilità.

Il volume, Il musicista di Dio, (Centro Ambrosiano, pag. 160 + pag. 16 inserto fotografico bianco/nero, Euro 16,00) realizzato in occasione del centenario della nascita di “don Luciano”, come lui amava farsi chiamare, non vuole essere una rigorosa trattazione biografica, quanto una memoria corale della sua personalità e dell’instancabile attività, che tanto hanno segnato la vita della Chiesa e l’universo della musica sacra.

L’Associazione ex alunni della Cappella musicale del Duomo di Milano è nata con l’intento di mantenere i rapporti tra i fanciulli cantori del Duomo di Milano, al termine del servizio quinquennale presso la scuola “Franchino Gaffurio”, promuovendo la conoscenza e la diffusione del patrimonio musicale del Duomo di Milano.

In particolare l’Associazione si prefigge:

  • di sostenere, moralmente e concretamente, la Scuola dei fanciulli cantori, parte integrante della Cappella musicale del Duomo di Milano, adoperandosi nel rafforzamento nel tempo dei legami di amicizia fra gli ex alunni;
  • di favorire la conoscenza e la diffusione del patrimonio culturale della Cappella musicale del Duomo di Milano;
  • di mantenere vivo e diffondere l’amore per la cattedrale milanese.

 

Chi era don Luciano Migliavacca

Luciano Migliavacca (Milano, 9 ottobre 1919 – 21 ottobre 2013) è stato un compositore e presbitero. Entrato in Seminario giovanissimo, mostrò subito spiccate attitudini musicali che si affinarono durante gli anni di studio fino al raggiungimento, nel 1956, del magistero in Composizione e del diploma in Canto gregoriano presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Ordinato sacerdote nel 1942, studiò presso la Facoltà teologica milanese e, nel 1951, si laureò in Lettere antiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nell’ottobre del 1957, su incarico del cardinal Montini, gli fu affidata la direzione della Cappella musicale del Duomo di Milano, che rinnovò profondamente. Nello stesso anno assunse anche la carica di docente di Armonizzazione gregoriana presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra. Fu direttore delle riviste di musica sacra «Schola e assemblea», «Musica sacra» e «Polyphonia» e collaborò con diverse altre riviste. Diresse l’Archivium musicae metropolitanum mediolanense, per la trascrizione delle polifonie custodite nell’archivio della Fabbrica del Duomo di Milano e fu membro di varie commissioni liturgiche. Scrisse più di 70 messe e mottetti, soprattutto su testi della liturgia ambrosiana, magnificat, salmi, cantate e canti ricreativi per ragazzi, oltre che brani per organo e l’opera Il Vangelo di san Marco. Compose brani su testi di Manzoni, Ungaretti, Palazzeschi, Montale, Bacchelli, Quasimodo, Rebora, D’Annunzio, Salvadori, san Tommaso, sant’Ambrogio, papa Paolo VI. Scrisse i volumi Gli Inni Ambrosiani, poesia e musica al servizio del culto divino, La Cappella Musicale del Duomo di Milano e lo studio critico Testi, melodie, dizionario sugli Inni ambrosiani, nell’edizione Opera omnia di sant’Ambrogio.