Iniziato ufficialmente l’Anno straordinario adolescenti che coinvolge tutta la Diocesi ambrosiana. A inaugurarlo è stato il 30 settembre u.s. l’arcivescovo Mario Delpini, che ha chiamato a raccolta 265 adolescenti in presenza presso il Teatro Argentia di Gorgonzola.

Ne parliamo con il direttore della Fom don Stefano Guidi.

  • Che cos’è questo Anno straordinario?
    È l’occasione che le nostre comunità e i nostri oratori hanno per rimettere al centro le persone, e gli adolescenti in particolare. Gli oratori stanno riaprendo, non vogliamo ricominciare dai programmi, ma dando attenzione alle persone, che per noi oggi sono gli adolescenti, la componente più importante e la presenza più significativa dei nostri oratori. Oserei dire, sono la ragione per cui i nostri oratori vivono e si impegnano. Poi ci sono altre ragioni, che non sono secondarie.
  • Quali?
    La prima è quella dell’emergenza educativa che tutti conosciamo. La seconda è quella del cammino che la Diocesi ha avviato per rinnovare e ripensare la proposta pastorale complessiva che viene rivolta agli adolescenti.
  • Qual è oggi la sofferenza maggiore che vede negli adolescenti?
    La fatica maggiore che in questi due anni si è aggravata tantissimo è la ricerca di senso della vita che difficilmente trova una risposta. Questa è la domanda interiore e personale che tanti adolescenti si portano dentro. L’esperienza della pandemia non ha fatto altro che amplificare una solitudine che ora li sta caratterizzando. È una solitudine profonda, spirituale, che si esprime nella fatica di trovare ragioni sufficienti e convincenti per vivere la vita e cercare la felicità della propria esistenza. Direi che questo è il bisogno più profondo che si manifesta attraverso fenomeni che noi chiamiamo di disagio e che dobbiamo imparare a leggere in profondità.

L’Arcivescovo ha scritto una lettera proprio agli adolescenti dal titolo, Fellowers. Compagni di viaggio (Centro Ambrosiano, 32 pagine, 2 euro).

Fellowers, appunto, e non followers, come chi semplicemente segue qualcun altro, senza divenire un “compagni di viaggio”. Un cammino da fare insieme come amici «per vivere al meglio» e fidandosi di «saggi consiglieri che aiutano a crescere e che ricordano che la vita è una vocazione ad amare e a fare il bene».

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Intervista a don Stefano Guidi: