A un anno dalla scomparsa, il 4 ottobre 2018, questo libro ci restituisce la parola di don Giovanni Barbareschi. Nel corso dei suoi ultimi trent’anni molte volte l’ho pregato di raccontare le vicende civili ed ecclesiali che aveva vissuto; ha sempre rifiutato.

Ora quella storia viene ricostruita, non con la preoccupazione di offrire una biografia completa e puntuale, ma attingendo alle molte
occasioni in cui don Giovanni ha parlato di sé, in incontri con gli studenti del Collegio San Carlo, nelle interviste televisive, giornalistiche
e radiofoniche, nei numerosi incontri dell’Agesci o dell’Anpi in cui ha portato la sua testimonianza.

Insieme alle sue parole, racchiuse nell’autobiografia della prima parte del libro, ci sono alcuni suoi testi illuminanti e molte testimonianze di chi ha condiviso con lui gli anni dello scoutismo giovanile, della scuola al liceo Manzoni di Milano o ha frequentato la Casa Alpina di Motta.

Pagine dense di un messaggio che ancora oggi speriamo possa guidare le vite di tanti giovani e meno giovani, interpellati dall’energico appello di don Barbareschi ad essere uomini e donne liberi.

Per acquistare il volume: “Chiamati a libertàParole e testimonianze di una vita appassionata (In dialogo, pag. 240, Euro 18,00)

Don Giovanni Barbareschi (Milano, 11 febbraio 1922 – 4 ottobre 2018) è stato ordinato sacerdote il 13 agosto 1944. Protagonista di un’avventura umana coraggiosa fra le Aquile Randagie, i giovani scout clandestini degli anni del fascismo, ha fatto parte della Resistenza, dedicandosi al salvataggio e all’espatrio di famiglie di ebrei e di prigionieri alleati attraverso l’organizzazione Oscar, e diffondendone le idee attraverso il giornale clandestino «Il Ribelle». In seguito, la sua missione si è rivolta alla formazione dei giovani, di cui si è preso cura come insegnante di religione, guida spirituale nel mondo scout, e animatore della Casa Alpina di Motta di Campodolcino.

Grande è stata la fiducia riposta in don Barbareschi dal cardinale Carlo Maria Martini, che lo ha voluto giudice del Tribunale ecclesiastico regionale, presidente dell’Istituto per il sostentamento del clero, accompagnatore dei preti in crisi vocazionale e prezioso collaboratore nella gestione della Cattedra dei non credenti e della Scuola della Parola.