Nella Commissione Diocesana per la Tutela dei Minori, al fine di predisporre queste Linee guida diocesane, ci si è posti in ampio ascolto del magistero papale e dei più autorevoli documenti ecclesiali che sono inerenti a questa materia (fra i più recenti il motu proprio del 7 maggio 2019 Vos estis lux mundi e le nuove Linee guida per la Tutela dei Minori della Chiesa italiana pubblicate il 24 giugno 2019). Ci si è abbondantemente confrontati con progetti e linee guida di altre diocesi, conferenze episcopali, istituti religiosi, istituzioni ecclesiali e laiche; ci si è altresì confrontati con chi fosse competente di queste gravi questioni, dal punto di vista giuridico, psicologico, pastorale e teologico. Attraverso quest’intenso lavoro svolto a nome dell’intera comunità diocesana, la Commissione, sollecitata dal nostro Arcivescovo, ha inteso manifestare profonda solidarietà e vicinanza alle vittime di qualsiasi forma di abuso, per la sofferenza che questi crimini possono avere loro causato.

I tre capitoli di questa pubblicazione, con l’approvazione dell’Arcivescovo, vengono ora consegnati alla diocesi perché si possano avviare o affinare processi informativi e formativi.

Il primo capitolo intende offrire il necessario e quanto mai prezioso inquadramento evangelico della questione. La Chiesa che sempre sorge dalla Parola ad essa si volge, in ogni circostanza, per essere illuminata. È singolare che gran parte del discorso ecclesiale del capitolo 18 di Matteo sia dedicato al tema della relazione asimmetrica di autorità, col conseguente rischio di abuso dei “grandi” nei confronti dei “piccoli”. In tale discorso è dichiarata l’inevitabilità degli scandali ma si mostra con chiarezza anche l’intollerabilità di questi comportamenti. Tutto si deve fare e nulla omettere per salvare il piccolo, la pecora smarrita. Anche del percorso del colpevole è doveroso ed evangelico prendersi cura, sul presupposto di un sincero pentimento e della disponibilità a sottoporsi con verità all’iter della giustizia civile e canonica. In ogni caso, il discorso ecclesiale di Matteo riconsegna queste delicate questioni a tutto il corpo ecclesiale e tutti chiama a conversione perché sempre prevalga la logica del servizio.

Il secondo capitolo di questa pubblicazione è dedicato a quella formazione di base che è da ritenersi necessaria per gli operatori pastorali coinvolti nell’educazione dei minori e che va considerata remota prevenzione al rischio dell’insorgere di condotte abusanti. Di questa formazione di base si intendo-no delineare le dimensioni ecclesiali fondamentali, i processi e i contenuti. È doveroso che, fin da subito, si confrontino con quanto proposto in questo capitolo le istituzioni diocesane che, nel testo, sono indicate a titolo esemplificativo e non esaustivo (Formazione Permanente del Clero, Seminario, formatori alla vita religiosa maschile e femminile, FOM, scuole cattoliche, associazioni educative, culturali, caritative e sportive di ispirazione cristiana, Azione Cattolica, i diversi movimenti ecclesiali presenti in diocesi).

Il terzo capitolo di queste Linee guida ambrosiane intende offrire le “linee operative” cui ogni istituzione e ogni educatore in diocesi deve attenersi. Le “linee operative” vorrebbero perseguire principalmente questi obiettivi: rendere evidenti quali siano i comportamenti coerenti o incoerenti rispetto alla missione della Chiesa e offrire garanzie a chi affida i minori alla comunità cristiana. Come è specificato nel documento, le indicazioni offerte «non limitano in alcun modo il prosieguo dell’attività ministeriale con i minori, che caratterizza con peculiare impegno la vita della Chiesa di Milano, ma vogliono indicare con chiarezza delle prospettive di azione ed evidenziare alcuni comportamenti che in nessun modo e a nessun titolo possono essere ascritti a una corretta prassi pastorale».

La Commissione auspica che questa pubblicazione concorra a propiziare un maggior senso di responsabilità da parte di tutti e autentici cammini formativi per chi fosse chiamato ad educare i minori nella Chiesa, perché ancora e sempre più avvenga che i “piccoli” che sono affidati alle nostre cure pastorali possano incontrare il Signore Gesù attraverso la testimonianza coerente e la cura amorevole di buoni educatori.

A ciò si aggiunga l’auspicio di poter contribuire, anche in questo modo, ad una maggiore sensibilizzazione della società a proposito di questo «problema universale e trasversale che purtroppo si riscontra quasi ovunque», di questo grave «fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società», come ha affermato papa Francesco, il 24 febbraio 2019, nel Discorso finale dell’incontro dei Presidenti di tutte le Conferenze Episcopali sul tema della protezione dei minori nella Chiesa.